{"id":8336,"date":"2019-07-10T18:59:12","date_gmt":"2019-07-10T18:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cavalieriretail.com\/?p=2956"},"modified":"2025-06-17T14:34:49","modified_gmt":"2025-06-17T14:34:49","slug":"team-e-start-up-costruire-linnovazione","status":"publish","type":"cretail","link":"https:\/\/cavalieriretail.com\/en\/cretail\/team-e-start-up-costruire-linnovazione\/","title":{"rendered":"Team e start up"},"content":{"rendered":"\r\n<h5 class=\"wp-block-heading\">a cura di Davide Pellegrini<\/h5>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cosa significa fare team in una start up e su quali asset \u00e8 importante lavorare? Cretail lo ha chiesto a <strong>Manuela Lombardi Borgia<\/strong>, <em>Innovation Consultant e Mentor Expert per Eptagonlab<\/em>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2957\" src=\"https:\/\/www.cavalieriretail.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/23f346ac-fe85-423e-94aa-dfa25c7a2a3c-669x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/cavalieriretail.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/23f346ac-fe85-423e-94aa-dfa25c7a2a3c-669x1024.jpg 669w, https:\/\/cavalieriretail.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/23f346ac-fe85-423e-94aa-dfa25c7a2a3c-196x300.jpg 196w, https:\/\/cavalieriretail.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/23f346ac-fe85-423e-94aa-dfa25c7a2a3c.jpg 1045w\" sizes=\"(max-width: 167px) 100vw, 167px\" \/>\r\n<figcaption>Manuela Lombardi Borgia<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Con Eptagonlab lavori da tempo come mentor per start up e nuove imprese. In un tuo intervento hai messo in evidenza come uno dei motivi ricorrenti nel fallimento di start up innovative \u00e8 la creazione di un team inadeguato. Ci spieghi meglio?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Essere una start up di successo \u00e8 co\u00adsa rara. Numerose ricerche negli ultimi anni continuano a evidenziare che oltre il 90% delle startup fallisce alla fine del secondo anno (la famosa death valley) e tra le ragioni principali c\u2019\u00e8 un <\/em><strong><em>team \u201csbagliato\u201d<\/em><\/strong><em>. A mia esperienza le ragioni principali sono tre: in primo luogo, il <\/em><strong><em>mindset.<\/em><\/strong><em> Essere una startup significa <\/em><strong><em>agire come imprenditore<\/em><\/strong><em> e non tutti hanno questo talento nelle proprie corde. Occorre passione ma poi <\/em><strong><em>sacrificio<\/em><\/strong><em> e <\/em><strong><em>duro lavoro<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>resilienza<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>perseveranza<\/em><\/strong><em> e un po\u2019 di sana follia. Ma soprattutto uno start-upper sa che il <\/em><strong><em>fallimento \u00e8 parte del suo percorso<\/em><\/strong><em> e che il game non \u00e8 evitare di fallire bens\u00ec farlo in maniera sostenibile.\u00a0 Significa <\/em><strong><em>avere un sogno<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>una visione forte<\/em><\/strong><em> e dei <\/em><strong><em>valori condivisi<\/em><\/strong><em> a cui ancorarsi nei momenti difficili che verranno sicuramente perch\u00e9 fare l\u2019imprenditore \u00e8 davvero un mestiere durissimo. <\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\">\r\n<figcaption>Eptagonlab<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Poi ci sono le <\/em><strong><em>competenze<\/em><\/strong><em>. Partiamo da un assunto fondamentale: fatto 100 il successo di un progetto di business, <\/em><strong><em>l\u2019idea vale al massimo il 5%<\/em><\/strong><em>. Poco, pochissimo. <\/em><strong><em>Il resto \u00e8 execution<\/em><\/strong><em>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di partire da un atto creativo e di mettere in fila tutto ci\u00f2 che occorre per <\/em><strong><em>trasformarlo in un prodotto<\/em><\/strong><em> e <\/em><strong><em>comunicarlo in maniera chiara ed efficace<\/em><\/strong><em> al mercato e ai potenziali investitori. <\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\">\r\n<figcaption>Percorso Executive per diventare Mentor<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>E qui entra in gioco un altro tema ricorrente: spesso i team si formano tra compagni di corso che hanno background e competenze simili. Invece un <\/em><strong><em>team equilibrato ha bisogno di competenze diverse<\/em><\/strong><em>, di <\/em><strong><em>confronto<\/em><\/strong><em>, di <\/em><strong><em>pensiero divergente<\/em><\/strong><em>. E soprattutto una start-up che punti al successo deve avere in casa le competenze chiave dell\u2019impresa. In questa fase il capitale pi\u00f9 importante \u00e8 proprio il <\/em><strong><em>lavoro che i co-founder mettono for free al servizio della propria idea<\/em><\/strong><em>. Comprarle fuori costa e all\u2019inizio i soldi sono pochi. C\u2019\u00e8 poi anche un tema di fidelizzazione che in ambiti molto tecnici ad esempio \u00e8 un fattore critico di successo. Ma occorre sapere quali siano esattamente e questo dipende dalle <\/em><strong><em>attivit\u00e0 fondamentali del progetto<\/em><\/strong><em>. Se il proprio modello di business \u00e8 centrato sulle relazioni con i clienti, <\/em><strong><em>occorrono competenze diverse rispetto a un modello centrato sulle infrastrutture o sulla innovazione di prodotto<\/em><\/strong><em>. Ciascun tipo di attivit\u00e0 ha <\/em><strong><em>esigenze culturali<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>competitive <\/em><\/strong><em>ed <\/em><strong><em>economiche specifiche<\/em><\/strong><em>. Ecco perch\u00e9 avere una visione chiara e una strategia coerente \u00e8 sempre il buon punto di partenza.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\">\r\n<figcaption>Start Up Business Plan Development Vision Concept<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Quando penso al settore start up mi viene in mente che il valore aggiunto possa essere proprio il team o, meglio, i valori e le motivazioni che il team condivide. Su quali asset costruite il percorso di mentorship e con quali obiettivi?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>La mentorship ha come obiettivo primario il <\/em><strong><em>trasferire spunti di riflessione e il favorire l\u2019acquisizione di una piena consapevolezza<\/em><\/strong><em> del proprio ruolo e delle sfide che comporta il fare impresa. Il mentor \u00e8 una guida, un <\/em><strong><em>abilitatore di talenti<\/em><\/strong><em>, un <\/em><strong><em>generatore di dubbi<\/em><\/strong><em>. <\/em><em>\u00c8 la differenza che esiste tra il costruire e il coltivare: costruire qualcosa implica un inizio e una fine, coltivare invece significa creare i presupposti per una crescita sostenibile che duri nel tempo. <\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong><em>Stefano Mainetti<\/em><\/strong><em>, CEO di Polihub, l\u2019<\/em><strong><em>Innovation District &amp; Start Up Accelerator di Milano<\/em><\/strong><em> con cui collaboriamo, sostiene che essere mentor \u00e8 innanzitutto una <\/em><strong><em>sfida culturale<\/em><\/strong><em>. Non \u00e8 banale, non ci si improvvisa. E per esperienza, avendone affiancati molti come tutor, non \u00e8 un mestiere per tutti. \u00c8 <\/em><strong><em>sapersi mettere al servizio di un\u2019idea con cura<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>attenzione<\/em><\/strong><em> e <\/em><strong><em>profondo rispetto<\/em><\/strong><em>, sempre. Di qualsiasi idea si tratti, anche quella apparentemente pi\u00f9 bizzarra. Questo \u00e8 quello che facciamo in Eptagonlab: trasferire esperienza senza trovare soluzioni, lasciando che ognuno trovi le proprie. Dotare i futuri imprenditori di una cassetta di attrezzi efficaci a minimizzare il rischio di disperdere risorse, tra cui quella pi\u00f9 importante e preziosa: il tempo.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\"><\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Secondo te, rispetto anche a un approccio al project management collaborativo e partecipato, nel caso delle neo-imprese \u00e8 possibile parlare di un continuo assestamento reostato proprio alla progressiva costruzione delle competenze e dei ruoli di un team?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Sicuramente. Ci\u00f2 che distingue un\u2019impresa avviata e una start-up \u00e8 proprio il cuore del sistema. Per le prime \u00e8 la gestione, per la start-up \u00e8 la <\/em><strong><em>sperimentazione<\/em><\/strong><em>. Il processo di validazione delle ipotesi porta a continue <\/em><strong><em>reiterazioni del processo di costruzione del valore<\/em><\/strong><em> e questo obbliga a <\/em><strong><em>ripensare il modello organizzativo<\/em><\/strong><em> anche in termini di ruoli e di competenze. Nel caso di progetti basati su un modello collaborativo e partecipato \u00e8 un continuum. Chi si ferma abdica alla propria natura ed \u00e8 perduto.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Quali sono i modelli tecnici a cui vi ispirate?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Il metodo che applichiamo, ad esempio nel Percorso Executive per diventare Mentor del Polihub, \u00e8 quello della <\/em><strong><em>Lean Startup<\/em><\/strong><em>. Un metodo che sul campo si \u00e8 dimostrato davvero <\/em><strong><em>efficace nel fare emergere in breve tempo le criticit\u00e0 del modello di business <\/em><\/strong><em>e nel validare le ipotesi di lavoro con il minimo impiego di risorse. Il mantra \u00e8 <\/em><strong><em>build, measure and learn.<\/em><\/strong><em><br \/>Al centro di tutto c\u2019\u00e8 l\u2019uomo: il <\/em><strong><em>compito che desidera assolvere<\/em><\/strong><em>, il <\/em><strong><em>bisogno che vuole soddisfare<\/em><\/strong><em>, i <\/em><strong><em>problemi che incontra nel farlo<\/em><\/strong><em>, i <\/em><strong><em>vantaggi che desidera ottenere<\/em><\/strong><em>. Su queste ipotesi si costruisce la <strong>proposta di valore<\/strong> e si predispone un prototipo di soluzione. La si testa, si raccolgono i feedback, si aggiusta il modello di business e si ricomincia fino a trovare il <\/em><strong><em>fit perfetto<\/em><\/strong><em>. E il gioco \u00e8 fatto. Non serve la bacchetta magica ma solo un metodo e degli strumenti che consentano di essere efficaci e consapevoli nella propria azione sul mercato. <\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Quali sono le conoscenze o le competenze che, secondo te, dovrebbero maturare i giovani che intraprendono un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale?<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Continuo a pensare che il vero fattore critico di successo sia proprio il mindset e il prendere esempio dai grandi, lasciandosi ispirare da chi ce l\u2019ha fatta anche iniziando da umili origini. Imprenditori come <\/em><strong><em>Steve Jobs<\/em><\/strong><em>, <\/em><strong><em>Howard Schultz <\/em><\/strong><em>(Ceo di Starbucks), <\/em><strong><em>Larry Page e Sergey Brin<\/em><\/strong><em>, studenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Stanford che hanno fondato Google o ancora <\/em><strong><em>Jeff Bezos<\/em><\/strong><em>, Ceo di Amazon. Seguire e studiare chi ce l\u2019ha fatta con la volont\u00e0 di fare qualcosa di ancora pi\u00f9 grande. Essere umili, <\/em><strong><em>sviluppare capacit\u00e0 di ascolto<\/em><\/strong><em>, lasciarsi contaminare dalla diversit\u00e0 e frequentare chi \u00e8 migliore di noi. <\/em><strong><em>Jim Rohn <\/em><\/strong><em>sosteneva che <\/em><strong><em>ognuno di noi \u00e8 la media delle cinque persone con cui trascorre la maggior parte del proprio tempo<\/em><\/strong><em>. Questo perch\u00e9 l\u2019essere umano \u00e8 fatto di energie che scambia continuamente con il mondo esterno. Quando si entra in relazione con qualcun altro, <\/em><strong><em>ci si cambia reciprocamente<\/em><\/strong><em>. \u00c8 l\u2019ambiente a determinare l\u2019innovazione e il cambiamento. <br \/><\/em><strong><em>La competizione non serve a nulla<\/em><\/strong><em>, in un ecosistema allargato dove la velocit\u00e0 \u00e8 il fattore chiave occorre <\/em><strong><em>puntare sulla collaborazione<\/em><\/strong><em> e <\/em><strong><em>sulla condivisione<\/em><\/strong><em>. Il punto non \u00e8 essere migliori di qualcun altro ma <\/em><strong><em>mira<\/em>re all\u2019eccellenza<\/strong> <em>nel fare quello in cui si crede fermamente, facendo leva sui <strong>propri talenti <\/strong>e sulle proprie competenze.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Studiare tanto e all\u2019occorrenza <\/em><strong><em>saper chiedere aiuto<\/em><\/strong><em>, a dei mentor ad esempio. In fondo siamo qui tutti per cambiare il mondo e per renderlo un luogo migliore in cui abitare. Una sfida difficile, paurosissima ma soprattutto entusiasmante. Una magia che, una volta conosciuta, \u00e8 capace di legarci a s\u00e9 per sempre, rendendoci tutti un po\u2019 pi\u00f9 felici.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-spacer\" style=\"height: 100px;\" aria-hidden=\"true\"><span>Foto di Denniz Futalan: https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/foto\/persone-che-alzano-le-mani-3453047\/<\/span><\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che peso ha il team in una start up? Quali competenze \u00e8 utile possedere e quali modelli organizzativi sarebbe meglio utilizzare? Spunti per un approccio lean.<\/p>\n","protected":false},"author":82,"featured_media":0,"template":"","meta":{"inline_featured_image":false},"categoria_cretail":[691],"tag_cretail":[969,1005],"numeri_cretail":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.11 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Team e start up - Cavalieri Retail<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Quali competenze \u00e8 utile possedere e quali modelli organizzativi sarebbe meglio utilizzare? 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